139 giorni dall'ultimo post...
E pensare che quando ho deciso di aprire il blog mi ero ripromessa che avrei scritto almeno un post a settimana. In realtà avrei voluto pubblicarne uno al giorno, ma già dopo il primo periodo mi ero subito resa conto dell'infattibilità del mio desiderio. Il motivo? Il lavoro.
Non voglio scatenare l'ira di chi al giorno d'oggi prega e spera di trovare al più presto un impiego perchè non ce la fa a pagare l'affitto, la bolletta della luce o addirittura non riesce ad assicurarsi il pasto tutti i giorni. Ma il lavoro alle volte purtroppo può farti dimenticare cosa significa VIVERE.
Una media di 14 ore al giorno, 7 giorni su 7, può farti perdere il contatto con la realtà che esiste al di fuori dell'ufficio e dei colleghi.
La spirale... del lavoro.
Quasi come entrare in una centrifuga che continua a girare e che non riesci a fermare perchè sei troppo frastornato dal suo continuo movimento vorticoso. Ne vieni risucchiato e l'unica cosa che riesci a fare è abbandonarti al suo girare, inebetito, quasi drogato.
Ecco che subentra l'annullamento, figlio di un circolo vizioso che ti ha rapito dalla realtà, in grado di renderti apatico a qualsiasi tipo di piacere e di dolore.
Per quanto ti possa gratificare ed appassionare, però, il lavoro deve pur sempre rimanere un lavoro. Nonostante richieda l'impiego della maggior parte della giornata, in media 8 ore (la normalità); se consideriamo che altre 7/8 le trascorriamo a dormire, o perlomeno sarebbe consigliato, ne rimangono altre 8 per tutto ciò che va a completare la nostra vita, e non è poco. Anzi, alle volte è quella porzione di tempo che ci arricchisce e ci rende vivi.
Mangiare, leggere un bel libro, scrivere un post nel tuo blog, uscire a fare 2 passi, vedere il mondo, la famiglia, gli amici... Parti fondamentali di cui non possiamo fare a meno.
Ed il tempo perso, purtroppo, nessuno ce lo restituisce.
C'è gente che si è persa compleanni, ricorrenze importanti, i primi passi del figlio... C'è gente che ha perso il sorriso, la voglia di stare tra la gente.. C'è chi ha perso l'Amore...
L'importante è capire il limite, oltre al quale non si può o non è consigliabile andare ed individuare la strada che si vuole prendere.
La vita è sacrificio, ma anche scoperta, conoscenza, una bella giornata di sole, il sorriso di un bambino. E' difficile, ma è prima di tutto una splendida esperienza che deve essere vissuta in tutte le sue sfaccettature.
Non sempre risulta tutto chiaro ed immediato, ma poi succede qualcosa che ti apre gli occhi e in un certo senso ti sveglia da un sonno profondo.
Senti di nuovo il sangue scorrere nelle vene, il cuore battere e le farfalle nello stomaco. Il nodo in gola, il sudore nelle mani e la voglia di piangere di gioia o di disperazione.
Buone notizie amico mio: Sei tornato a vivere!
"Dove sei stato tutto questo tempo? E cosa hai fatto? "
"Sono stato rapito da un uomo che pensavo essermi amico, ma che mi ha allontanato da tutto e da tutti. Si chiama Lavoro. Mi ha dato delle grandi soddisfazioni, in alcuni momenti mi ha reso orgoglioso, ma non mi aveva avvisato di quanto sarebbe stato esigente. Con l'avanzare dei giorni mi chiedeva sempre di più, sempre più impegno, sempre più tempo. Ed io non riuscivo a dirgli di no. Non potevo esimermi da quello che richiedeva, e non so dare un perchè. Con il tempo mi ha fatto conoscere una persona. Si chiamava Solitudine. Mi ha portato via tutto ciò che mi rendeva una persona felice, la voglia di fare, di scoprire, di uscire, di ridere e scherzare. Poi un giorno, camminando per strada a testa bassa, mi sono scontrato con una donna bellissima. Aveva tutti i colori dell'arcobaleno ed una luce che mi ha subito riscaldato il cuore. Si chiamava Vita. Per scusarmi dell'incidente l'ho invitata a prendere un caffè... e a raccontarmi di lei. E più parlava, più mi rendevo conto di averla sempre conosciuta."
COMING BACK TO LIFE
Per tutte quelle persone che hanno perso di vista il proprio obiettivo, hanno accantonato i propri sogni, hanno perso persone importanti a causa di un lavoro che riempie più le tasche e meno il cuore, chiudendo così le porte alla felicità.
Chiara P.