30 nov 2013

Lo Zucchero Filato degli Dei

Neve.

Questa mattina Milano si è svegliata sotto una cascata di impalpabili gocce bianche, creando il  tipico paesaggio natalizio che in molti amano riprodurre in miniatura da mettere lì, sopra il mobile in salone o là, vicino all’alberello di Natale.



Alzando la tapparella questa mattina e vedendo la bianca sorpresa, l’immediata reazione è stata quella di quando ero bambina: “ohhhhhhhh…….”, con gli stessi occhi meravigliati di allora. Si, perché la neve è uno di quegli spettacoli che puoi ammirare a qualsiasi età, da qualsiasi prospettiva ed altezza, e riesce sempre a farti rimanere lì, con il naso appiccicato ad un vetro, o con la lingua di fuori.

“QFuanFti  nFe hFai pFresFi? FIo 150 mFilFioni!” (Evvvabbèèèèè)

Dai, sarà capitato anche a te di congelarti la lingua per vincere a “VEDIAMO QUANTI FIOCCHI DI NEVE PRENDI CON LA LINGUA IN UN MINUTO” contro il secchione della classe che, quindi, stava sulle palle a tutti! E ti sarà sicuramente capitato di barare… 150 milioni… maddaaaiii!!! E’ che da piccoli non ci rendiamo conto di quante bugie diciamo e di quanto grosse le spariamo!

(Parentesi)

Superato il “momento sorpresa”, il pensiero è andato a quelle persone che invece alla sola parola “neve” arricciano il naso e corrugano la fronte, il tutto accompagnato da un leggero grugnito seguito da sbuffo. Insomma quelle persone che non vedono i tetti bianchi delle case, ma il poccio* nero che si crea sulle strade qualora la temperatura non sia abbastanza rigida da permettere alla neve di attaccarsi al suolo. Per non parlare del panico generale che colpisce in genere la popolazione degli auto-semi-muniti che già quando cadono due gocce di pioggia sembrano al primo giorno di scuolaguida, figurati quando nevica!

Sorrido.

E dal letto, dove ancora giaccio coperta dal piumone, continuo a guardare fuori dalla finestra.

E penso che quella immensa coperta bianca, che pian piano coprirà tutta la città, possa abbellire le bruttezze architettoniche e far risaltare ciò che invece è già bello di per sé.

E penso che c’è sicuramente chi si sta perdendo lo spettacolo perché ancora al terzo sonno, chi invece è al chiuso di un ufficio senza una finestra, chi può vederlo soltanto attraverso le parole di qualcuno che ne racconti forme e colori. Penso con chi vorrei condividere quel dipinto in movimento.

Ma tfornando alla flingua cfongelafta.

Che sapore ha la neve?

Sarà capitato anche a te di farti questa domanda mentre ad occhi chiusi, con la testa leggermente piegata all’indietro, cacciavi la lingua così fuori dalla bocca che quasi si potevano vedere le tonsille.

E in quegli istanti antecedenti all’appoggiarsi di un cristallo bianco sulla carne rosea ci si immagina ogni sapore di questo mondo.

Io pensavo allo zucchero filato.

Morbido, dolce, appiccicoso, che una volta in bocca si scioglie come neve al sole…

Inutile dire che mi sono scontrata con la realtà dei fatti, ovvero che quel batuffolo di cotone acquoso è inodore e insapore. E non fa rumore, a differenza della sorella più calda.

Ma io sono di quelle persone che, quando si svegliano al mattino e vedono cadere la neve, stanno sempre con il naso all’insù a guardare i tetti imbiancati delle case, quelle persone che ancora escono in pigiama, piegano la testa all’indietro, chiudono gli occhi, cacciano fuori la lingua e si chiedono “chissà da cosa sa?”

Per me, sempre da zucchero filato.

E per te?


*Termine veneto per indicare pozzanghera o composti liquidi. In questo caso il composto che si crea dalla neve sciolta mista alla sporcizia delle strade




(Snow on the Sahara - Anggun)

Only tell me that you still want me here
When you wander off out there
To those hills of dust and hard winds that blow
In that dry white ocean alone
Lost out in the desert
you are lost out in the desert
But to stand with you in a ring of fire
I'll forget the days gone by
I'll protect your body and guard your soul
From mirages in your sight
Lost out in the desert
If your hopes scatter like the dust across your track
I'll be the moon that shines on your path
The sun may blind our eyes, I'll pray the skies above
for snow to fall on the Sahara
If that's the only place where you can leave your doubts
I'll hold you up and be your way out
And if we burn away, I'll pray the skies above for snow to fall on the Sahara
Just a wish and I will cover your shoulders
With veils of silk and gold
When the shadows come and darken your heart
Leaving you with regrets so cold
Lost out in the desert
If your hopes scatter like the dust across your track
I'll be the moon that shines on your path
The sun may blind our eyes, I'll pray the skies above
for snow to fall on the Sahara
If that's the only place where you can leave your doubts
I'll hold you up and be your way out
And if we burn away, I'll pray the skies above for snow to fall on the Sahara







23 nov 2013

And Then She Smiles...

Quanto bello è ridere?

Non sto parlando di risate forzate, quelle per far piacere ad un amico che ha appena fatto una battuta che nessuno ha capito…

No… Quelle sane, quelle di guancia e di pancia. Quelle di Cuore.

E ancor più belle sono quelle che arrivano all’improvviso, quelle che non ti aspetti, ma che tanto hai desiderato.

Un semplice riflesso della Festa che abbiamo dentro.

Questa è la risata.

E c’è chi ride ad una battuta (vera), chi per il solletico sotto i piedi, chi guardando questo bimbo terrorizzato dalla mamma che si soffia il naso!



Bisogna però distinguere il riso dal sorriso, o meglio il ridere dal sorridere.

Vi siete mai chiesti la differenza tra questi due modi di esprimere una parte del nostro stato d’animo?
Ogni giorno vediamo persone che ridono, ma molte volte, dietro a quel movimento di muscoli facciali che disegnano sul volto l’espressione della felicità, si nascondono tristezza ed insoddisfazione. Ecco che, in questo caso, il riso cela un’infelicità, un malessere interno.

Il sorriso è ben altra cosa.

Il sorriso non solo si vede, ma si sente.

Fa parte di noi, del nostro essere uomini, con i nostri pregi e i nostri difetti, con il buio fuori e il sole dentro.

Sorridere. Sorridere alla Vita.

"Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo" diceva Giacomo Leopardi.

Chi ha il coraggio di sorridere è padrone di se stesso, dico io.

Alle volte, però, ce ne dimentichiamo o non sentiamo di avere un buon motivo per farlo.
Alle volte abbiamo solo paura. E così se ne va, dal nostro viso, dal nostro cuore.

Ma c'è una bella notizia! Prima o poi il sorriso torna. E quando ciò accade, beh, non si riesce proprio a trattenerlo.

Lui Esplode.

E sto parlando del Vero Sorriso. Quello sano, quello di guancia e di pancia.
Ma soprattutto, di Cuore.



(She Smiled Sweetly - Rolling Stones)


Why do my thoughts loom so large on me?
They seem to stay, for day after day
And won't disappear, I've tried every way

But she smiled sweetly
She smiled sweetly
She smiled sweetly
And says don't worry
Oh, no no no

Where does she hide it inside of her?
That keeps her peace most every day
And won't disappear, my hair's turning grey

But she smiled sweetly
She smiled sweetly
She smiled sweetly
And says don't worry
Oh, no no no

"There's nothing in why or when
There's no use trying, you're here
Begging again, and ov'r again"

That's what she said so softly
I understood for once in my life
And feeling good most all of the time

But she smiled sweetly
She smiled sweetly
She smiled sweetly
And said don't worry
Oh, no no no
Oh, no no no
Oh, no no no





A presto

Chiara P.





20 nov 2013

WomAn at Work

C’è chi lo dice all’americana, Work in progress…
Chi all’italiana, Lavori in Corso…



Ma in entrambi i casi si tratta di una situazione non ben definita, in continuo mutamento, che viaggia sulle ali della volontà di ciascuno.

Ognuno, a modo proprio, ricerca costantemente una sua dimensione in questo mondo, una forma ed una sostanza. Tendiamo naturalmente a trovare un qualcosa che ci renda felici e ci appaghi,  prima di tutto, come esseri umani.

Come uomini, come donne.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” scriveva Dante, nel canto XXVI dell’Inferno, un vero inno all’importanza della conoscenza.

Una conoscenza che non ha né età ne’ limiti.

Ricerca.

Un termine, questo, che torna preponderante e quasi ridondante nella mia vita, soprattutto nelle ultime settimane.

E come ogni ricerca, richiede tempo e fatica, fisica e mentale. Richiede lavoro.

“Hai un lavoro?” vi chiederete.

Si! Cioè no… inteso non come stato "occupazionale”, ma come "occupato"… quindi SI!
SI! Sto lavorando…

Sto lavorando ad un sogno…

“Out here the nights are long the days are lonely
I think of you and I’m working on a dream
I’m working on a dream
The cards I’ve drawn’s a rough hand darlin’
I straighten my back and I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
though sometimes it feels so far away
I’m working on a dream
and how it will be mine someday
Rain pourin’ down I swing my hammer
my hands are rough from working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
though trouble can feel like it’s here to stay
I’m working on a dream
our love will chase the trouble away
I’m working on a dream
though it can feel so far away
I’m working on a dream
and our love will make it real someday
Sunrise come I climb the ladder
the new day breaks and I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
I’m working on a dream
though it can feel so far away
I’m working on a dream
and our love will make it real someday
I’m working on a dream
though it can feel so far away
I’m working on a dream
and our love will make it real someday”.

(Bruce Springsteen – Working on a Dream)

A presto,

Chiara P.



19 nov 2013

Seconda stella a destra...

Nel XII secolo, attraverso gli Arabi e gli amalfitani, fu introdotta in Europa la Bussola, la cui invenzione si attribuisce però ai Cinesi. 
In mancanza di questo strumento, fin dall'antichità i navigatori hanno dovuto risolvere il problema dell'orientamento attraverso l'osservazione del sole, dei venti e delle stelle. Si dovevano necessariamente utilizzare strumenti che permettessero di ottenere misurazioni affidabili sulla posizione della nave che, in pieno mare, non poteva disporre dei normali punti di riferimento.

In ogni caso però, perdere la bussola, per la gente di mare, è fonte di pericolo. Tante sono le possibilità di avvicinarsi al porto quante quelle di addentrarsi nel mare più profondo, dove la linea dell’orizzonte diventa indistinguibile.



Il perdere l’orientamento, per  la gente comune, è fonte di  agitazione. Non sapere dove ci si trova e dove si sta andando crea sempre uno stato d’ansia che è commisurato al livello di poca chiarezza nella visione delle cose, nella visione della vita.

In questi momenti, più che mai, c’è bisogno di qualcosa, di qualcuno che ci faccia da direttrice, che ci aiuti a ritrovare la strada, che ci dia un motivo per restare o per andare. Perché da soli si rischia di finire sempre più al largo, e di non toccare più terra.

Ci servirebbero ancora le urla della mamma quando dalla riva ci esortava a non spingerci troppo lontani.
Allora non sapevamo quali potessero essere i pericoli. Ora, invece, si.

Ecco, secondo me in certi momenti, bisognerebbe avere una giusta dose di inconsapevolezza, come allora, unita alla coscienza acquisita nel tempo,  per riuscire a tornare a galla e a respirare, di nuovo.

Ma dovremmo anche ricordare il motivo per cui ci si è spinti dove il mare si confonde con il cielo…
Cosa si stava ricercando…

Forse, solo un posto che ti prende e ti toglie, il male di vivere. Un posto per me.


Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Un posto dove non c'è mai perchè
Un posto che mi prende,
Mi toglie, il male di vivere.
Saltare senza riatterrare
Dove tutti ridono
E trovano, un posto per se.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
anche se, non c'è.
Un posto dentro questo istante
Un posto che mi sente,
Mi accoglie,
E non vuole niente.
E ricomincio a respirare
Mentre tutti vivono
E trovano
Un posto per se.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
E quante volte dovrò dire
Che mi dispiace, ma devo andare,
Vorrei restare,
Per poter finalmente dire:
Quì è il posto per me.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.

(Andrea Nardinocchi - Un posto per me)


E tu? Dove stai andando?

A presto

Chiara P.


14 nov 2013

Dammi il LA...

Oggi non ho voglia di scrivere, ma di cantare.

E poichè è da molto che non utilizzo la voce per produrre un suono più o meno melodico che possa magari risultare piacevole all'orecchio umano... Necessito di un pò di tempo per trovare la nota giusta.

Per chi non lo sapesse, la nota musicale è il segno con cui si rappresentano i suoni usati nella musica.
Nel sistema di scrittura tradizionalmente impiegato per la musica colta europea degli ultimi quattro secoli, le note scritte sono cerchietti vuoti o pieni, dotati o meno di diversi tipi di altri segni specifici, che trovano posto sul pentagramma. (E facciamolo valere questo 27 preso all'esame di Musica!)

Ad ogni modo, una sequenza di segni più o meno diversi tra loro genera una melodia, che dalla carta prende vita attraverso strumenti che possono essere a fiato, a corde, a percussione oppure attraverso lo strumento che ognuno di noi già possiede, la voce.

Come tutti sappiamo, le note sono 7. Ma c'è chi ha voluto sfruttare tutte le caratteristiche e potenzialità di una singola nota per raccontare una storia.

Loro.





Elio e le Storie Tese hanno scelto il DO, declinato in Do maggiore, minore e aumentato, arricchito da due salti d'ottava ma comunque, prepotentemente, Do. E su questa nota c'hanno scritto una canzone.


E voi? Che nota scegliete?



A presto.

Chiara P.




13 nov 2013

2 Etti di Speranza, tagliata grossa, Grazie!

Quando tutto va male, quando non riesci a vedere la luce, quando tutto intorno a te gira al contrario, quando ti senti perso… L’unica cosa che permette a quella fiammella di non spegnersi del tutto è la speranza.

D’altronde, “La speranza è l’ultima a morire”.



Ma perché speriamo?

Daniel J.Harrington, professore e presidente del Dipartimento di Scienze Bibliche presso la Scuola di Teologia di Boston, ne ha addirittura scritto un libro, in cui amplia le sue riflessioni sulla speranza, interpretando per noi le toccanti immagini dei salmi (il sole, il monte, il rifugio, l’olivo, il pastore) per condurci a scoprire come la speranza sia l'immagine predominante del libro dei Salmi. In questi brevi saggi, Harrington chiarisce lessico e simbologia di quaranta salmi, ne esplora il contesto letterario e storico e infine li collega alla nostra interpretazione di cristiani la cui speranza ultima è Gesù Cristo. 

Piccola parentesi, questa mattina, facendo zapping, il mio pollice si è fermato sulla diretta da Piazza San Pietro dell’udienza del mercoledì di papa Francesco. Semplicemente unico. Quanto Amore, quanta umiltà e verità racchiuse in un uomo che accoglie ogni giorno le preghiere di milioni di fedeli.

Ecco, lui ha la Fede.

Ma tornando alla quaestio, io penso che sia una nostra necessità, quella di sperare… un bisogno magari anche involontario. Un elemento dal quale non possiamo separarci perché è compreso nel pacchetto, insieme ai sogni e alle credenze.

E’ un dono.

E come tale dev'essere usato con cautela ed intelligenza.

Perché se è vero che la speranza ci tiene vivi, ci aiuta a rimetterci in piedi dopo una caduta, è altrettanto vero che la stessa speranza può diventare illusione e vestirsi di stracci.

Ma se la coltiviamo con amore e verità, la speranza può darci la forza di andare avanti, giorno per giorno.

La cerchiamo e rincorriamo continuamente.

Perché tutti, in fondo, abbiamo bisogno di una Terra di Speranza e Sogni.
                           


Grab your ticket and your suitcase
Thunder's rolling down the tracks
You don't know where you're goin'
But you know you won't be back
Darlin' if you're weary
Lay your head upon my chest
We'll take what we can carry
And we'll leave the rest

Big Wheels rolling through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

I will provide for you
And I'll stand by your side
You'll need a good companion for
This part of the ride
Leave behind your sorrows
Let this day be the last
Tomorrow there'll be sunshine
And all this darkness past

Big wheels roll through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

This train
Carries saints and sinners
This train
Carries losers and winners
This Train
Carries whores and gamblers
This Train
Carries lost souls
This Train
Dreams will not be thwarted
This Train
Faith will be rewarded
This Train
Hear the steel wheels singin'
This Train
Bells of freedom ringin'
This Train
Carries broken-hearted
This Train
Thieves and sweet souls departed
This Train
Carries fools and kings
This Train
All aboard

This Train
Dreams will not be thwarted
This Train
Faith will be rewarded
This Train
Hear the steel wheels singin'
This Train

(Bruce Springsteen - Land of hope and dreams)


12 nov 2013

CARPE DIEM, NOW!

Quale espressione più azzeccata di questi tempi in cui tutto succede così rapidamente, tutto scorre, tutto cambia senza nemmeno rendersene conto.

COGLI L’ATTIMO…

Un giorno sei seduta su uno sgabello, in diretta tv, mentre commenti l’ennesima Balotellata e il giorno dopo ti fermi e realizzi che quella sarebbe stata la tua ultima puntata su un canale che dopo pochi giorni avrebbe lasciato spazio ad un nuovo contenitore sportivo (e lasciato a casa più di 50 persone.)
Come si dice: “Chiusa una porta, si apre un portone!”
Per il momento solo tante saracinesche abbassate ho visto lungo la strada, ma prima o poi ne troverò una che farà uscire uno spiraglio di luce.

…COGLI L’ATTIMO. E TIENILO STRETTO…

Come un bravo fotografo riesce a cogliere l’Attimo che gli regala La foto della giornata.


Perché ogni momento è prezioso, quel respiro, quello sguardo, nessuno te lo riporta indietro.
Niente è dovuto, tutto si suda nella vita. Anche l’amore.
Ma quant’è bello. Desiderare qualcosa con tutte le forze, sentir vibrare le corde dell’anima, sentire il sangue scorrere vivo nelle vene, piangere… e ridere.

…TIENILO STRETTO. E CUSTODISCILO…

Come un bene prezioso, come un figlio, curalo, amalo, proteggilo.
Non dimenticare quanto è importante ogni singolo gesto; anche il più piccolo, può dare gioia. E la gioia, è vita.

…CUSTODISCILO. E NON DARLO PER SCONTATO.

Mai.
Ricorda che se ti viene fatto un Regalo, non è detto che tu ne riceva un altro.
Non sprecare il tempo, il cibo, non voltare le spalle a chi ti chiede un aiuto, perché un giorno potresti averne bisogno tu.
Non rimpiangere ciò che non hai fatto, perché non hai voluto o potuto, semplicemente non arrivare al punto di rimpiangere.

…NON DARLO PER SCONTATO. E FALLO CRESCERE.

Non arrivare “tardi”. Non lasciarlo andare. Se è il tuo Sogno, rincorrilo, qualsiasi esso sia.
Non fare come lui. Non fare come me.
Perché niente è per sempre. Ma se lo coltivi, quell’Attimo può diventare eterno.



Well you only need the light when its burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you’ve been high when you’re feeling low
Only hate the road when you’re missing home
Only know you love her when you let her go
And you let her go
Staring at the bottom of your glass
Hoping one day you’ll make a dream last
But dreams come slow and they go so fast
You see her when you close your eyes
Maybe one day you’ll understand why
Everything you touch surely dies
But you only need the light when its burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you’ve been high when you’re feeling low
Only hate the road when you’re missing home
Only know you love her when you let her go
Staring at the ceiling in the dark
Same old empty feeling in your heart
Cos love comes slow and it goes so fast
Well you see her when you fall asleep
But never to touch and never to keep
Cos you loved her too much and you dived too deep
Well you only need the light when its burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you’ve been high when you’re feeling low
Only hate the road when you’re missing home
Only know you love her when you let her go
And you let her go
And you let her go
Well you let her go
Cos you only need the light when its burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you’ve been high when you’re feeling low
Only hate the road when you’re missing home
Only know you love her when you let her go
Cos you only need the light when its burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you’ve been high when you’re feeling low
Only hate the road when you’re missing home
Only know you love her when you let her go
And you let her go.

(Passenger – “Let Her Go”)

A presto

Chiara P.




8 nov 2013

PERCHE' NON DORMI?

Vi è mai capitato di pensare a quante persone nel mondo in un preciso momento della giornata stanno facendo quello che state facendo voi?

Io ci penso spesso…

Chissà quanti, come me, in questo momento stanno scrivendo un nuovo post nel proprio blog. Magari anche solo una persona. Ma mi piace immaginarla, quest’anima pensante, di fronte al suo pc, mentre libera pensieri ed emozioni attraverso ripetuti click.

Mi è capitato anche questa notte, una di quelle notti che non passano mai. Una di quelle notti in cui l’orologio è il tuo miglior amico (tanto lo tieni stretto e lo guardi) e nemico allo stesso tempo. Una di quelle notti in cui le lenzuola non ti avvolgono, ma ti costringono.



“Chissà quanti come me in questo momento non riescono ad abbandonarsi a Morfeo”, mi sono (ovviamente) chiesta.

In tanti, penso.

Molti possono essere i motivi, e molto diversi tra loro.
L’ansia per la presentazione di un progetto al nuovo capo,  la paura di non riuscire a superare l’esame di ingegneria biomedica, di non riuscire a mantenere la famiglia perchè “ho perso il lavoro”; l’agitazione della notte prima del “SI, LO VOGLIO!” o di un parto programmato.

Quel pensiero fisso, che non riesci a toglierti dalla mente… e dal cuore.

In un certo senso questa curiosità di interrogarsi sugli altri, ti fa sentire meno solo, ti ricorda che il mondo è pieno di persone che vivono la tua stessa situazione.

Ma alla fine il giorno arriva.


Ed io oggi mi sono presentata a lui con due belle borse sotto agli occhi e la consapevolezza che un letto a due piazze, abitato da un solo corpo (nudo o seminudo), si scalda solo per metà.

Bed's too big without you 
Cold wind blows right thru my open door 
I can't sleep with your memory 
Dreaming dreams of what used to be 

When she left I was cold inside 
That look on my face was just pride 
No regrets no love no tears 
Living on my own was the least of my fears 

Bed's too big without you 
The bed's too big without you 
The bed's too big 
Without you 

Since that day when you'd gone 
Just had to carry on 
I get thru day but late at night 
Made love to my pillow but it didn't feel right 

Every day, just the same 
Old rules for the same old game 
All I gained was heartache 
All I made was one mistake 

Now the bed's too big without you 
The bed's too big without you 
The bed's too big 
Without you

(The bed's too big without you - The Police)


A presto,

Chiara P.

5 nov 2013

Arnol-D-o di Cambio... It's Coffee Time (and free wi-fi)!

Giammai il buon vecchio Arnolfo di Cambio avrebbe immaginato che un giorno il suo nome sarebbe stato accostato ad uno dei luoghi di ritrovo più frequentati a Milano da turisti (prevalentemente stranieri) e liceali, alle prese con lo "studio" per l'imminente interrogazione di filosofia (tanto che mi preparo a fa' che quella stronza ha già deciso di silurarmi!)

Benvenuti da ARNOLD COFFEE, la prima vera e unica caffetteria americana in Italia. (Cit. http://arnoldcoffee.it/)




Superata l'impasse iniziale della serie: mmm... non so se ho voglia di un cappuccino al caramello, o un caffè americano... e poi, lo prendo piccolo, medio o grande? meglio piccolo va, così mi prendo una fetta di cheesecake da accompagnamento!
Superata anche la successiva impasse circa il conto: "Sono 6,40 €"..... (Per fortuna l'ho preso small il cappuccino!)
... Mi ricordo il motivo per cui sono arrivata in questo luogo in cui consiglio di venire rigorosamente in tenuta estiva, tanto è alta la temperatura.

WI-FI GRATIS!

Ebbene si... Nella lista di coloro che non hanno la connessione internet a casa, c'è anche il mio nome.

Così, tra un sorso ed un altro di cappuccino, sono qui a scrivere questo post e a cercare di tirare fuori idee fresche ed interessanti per un nuovo progetto.

(CHE CALDO!)

Questa mattina ho rivisto una caro amico, nonchè la persona che mi ha insegnato l'ABC della televisione, da come stare davanti ad una telecamera, a come superare l'emozione di stare davanti ad una telecamera.
E mi ha dato degli spunti molto interessanti su cui lavorare. Ma soprattutto mi ha dato una grande carica. Mi ha ricordato che se voglio, posso.

E la giornata ha preso un ritmo diverso.

Complice anche il sole, che questa mattina mi ha svegliata baciandomi il viso. Un sorriso... Un sospiro... Tra sogno e realtà... E' stato bello, anche solo per un attimo.

In attesa di rivederLo... il Sole,  anche quando fuori piove.

Ain't no sunshine when she's gone
It's not warm when she's away.
Ain't no sunshine when she's gone
And she's always gone too long
Anytime she goes away.

Wonder this time where she's gone
Wonder if she's gone to stay
Ain't no sunshine when she's gone
And this house just ain't no home
Anytime she goes away.

And I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, 
Hey, I oughtta leave young thing alone
But ain't no sunshine when she's gone

Ain't no sunshine when she's gone
Only darkness every day.
Ain't no sunshine when she's gone
And this house just ain't no home
Anytime she goes away.
Anytime she goes away.
Anytime she goes away.
Anytime she goes away.

                                                                                                               (Bill Withers - Ain't no sunshine)


Cappuccino finito. Torno al lavoro.

A presto,



Chiara P.










3 nov 2013

Mani in pasta

Stavo rileggendo il mio ultimo post. Era il 6 giugno 2013.
Sono successe tante cose da allora.
Scelte importanti che mi hanno portato ad un trasferimento, ad un nuovo lavoro (che ho già perso a causa della crisi) e... beh, il capitolo amore lo riservo per un'altra volta.
Da piccola mi dicevano che buttare il sale sulle ferite aperte non è proprio una passeggiata di salute.

Oggi sono qui per parlare di una delle mie più grandi passioni.
Perchè nei momenti tristi non c'è cosa migliore di una buona torta!
Questa nello specifico è una torta soffice con Uva Nera. 


Quando torno a Casa non mancano mai quelle 2/3 ore nel posto in cui mi sento più a mio agio: la Cucina. Luogo di perdizione, tra i meandri di un frigo quasi mai vuoto (contro il quasi SEMPRE vuoto del mio nella casa di Milano) e le ricette rispolverate dai cassetti della credenza della nonna, che con il tempo è diventata della mamma e che forse un giorno sarà mia (ma non nella casa di Milano perchè non ho lo spazio nemmeno per un pomello!).

CREAZIONE. Questa è la parola che più mi rappresenta in questi ultimi giorni da "disoccupata". Fa sempre un certo che sentire questo termine che voglio commutare al più presto in "occupata/stipendiata/dipendente", (anche solo una di queste andrebbe bene.)
Devo rimboccarmi le maniche per sfornare qualcosa di interessante ed originale che possa colpire e convincere. 
Insomma, ho le "mani in pasta" gente!
E sono alla ricerca della ricetta giusta.

Intanto vi riporto quella della Torta instagrammata qui sopra:

INGREDIENTI
375gr di Farina 00
200gr di Zucchero semolato
150 ml di Panna liquida fresca
180 gr di Yogurt bianco intero
1 bustina di Lievito
1 bustina di Vanillina
150 gr di Uva Nera
80 ml di Olio di semi di Girasole
Un pizzico di sale
Zucchero a velo (per guarnire)

PREPARAZIONE
Versare tutti gli ingredienti in una ciotola ampia, e mescolarli con una frusta elettrica. Lavate l'uva, asciugatela bene ed aggiungetela all'impasto, aiutandovi con un mestolo di legno. Foderate una tortiera con carta da forno. Trasferite l'impasto della torta nella teglia e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 55 minuti.
Buon appetito!

PS Non mi sono dimenticata di mettere in elenco uova e burro. Non sono proprio contenuti nella ricetta!

PPS Se avete qualcuno con cui condividere una fetta di torta, sono sicura ne farete il bis. 



Chiara P.