E' tutta intorno a me.
L'acqua mi circonda, mi invade, mi toglie il respiro.
Non riesco a nuotare.
E' fredda. Fredda.
Non sento più il mio corpo. Quasi non mi sembra di sentire battere il cuore.
C'è solo acqua, intorno a me.
Solo tanta acqua fredda.
Ed il silenzio, a farmi compagnia.
Lo senti?
Mi senti?
(Cold Water - Damien Rice)
Cold, cold water surrounds me now
And all I've got is your hand
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Or am I lost?
Love one's daughter
Allow me that
And I can't let go of your hand
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Or am I lost?
Cold, cold water surrounds me now
And all I've got is your hand
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Lord, can you hear me now?
Or am I lost?
Questa parte della mia vita si può chiamare: DOMANDE.
Me ne sto facendo molte ultimamente. Forse troppe.
Quali sono i segreti della gente ? Perché il week end piove quasi sempre? Come si fa ad essere Felici? E tante tante….. tante altre.
Torni indietro, lungo la linea del tempo e ti fermi a quando da bambino chiedevi alla mamma: perché? Perché? Perché? Infinite volte, ricevendo infinite volte una motivazione, che ti sembrava sempre la più giusta, così la prendevi per buona.
La fantasia delle mamme. L’innocenza dei bambini.
Ci vorrebbe anche quando si cresce. Una mamma Bignami e una formichina che ti lascia i soldini sopra il dentino che si è conficcato nel toast.
Se fosse così facile trovare le risposte come farsi le domande, mi arrabbierei meno qualora la macchina si fermasse in mezzo ad una stradina strettissima a senso unico, saprei anticipare le mosse dell’avversario, vivrei sempre con il sole dentro.
Ma le domande più difficili sono sempre quelle che ci vedono come protagonisti, quelle che conoscono il colore dei nostri occhi e la forma della nostra bocca, il fluire copioso delle cellule e la luce della nostra anima.
Sai chi sei?
Sai cosa ti è successo?
E’ così che vuoi vivere?
Schiacci il tasto PAUSE e fissi lo schermo nero.
Chissà perché quando si parla di noi, non sappiamo mai cosa dire. Quando è il momento di curarci sbagliamo il trattamento. Quando è il momento di amarci, non riusciamo a farlo nel modo corretto.
Abbiamo sempre mille attenzioni affinchè la camicia appena lavata non venga sporcata da uno schizzo di sugo, che la cellulite divorzi dal tuo sedere, che i bicchieri di cristallo non abbiano una sbeccatura.
Ma tu, con la camicia perfetta, con un culo liscio come quello di un putto di porcellana, e dei bicchieri che potrebbero fare invidia ai servizi reali della Regina Elisabetta,
Sai chi sei?
Sarei voluta diventare una pilota della Formula 1, e correre veloce, tagliando le curve ed il vento. Ora sono diventata ciò che mio padre voleva per me. Un avvocato con un sedere da far invidia a J.Lo (volontà mia) ed una mia attività, ma sogno ancora il circuito di Montecarlo.
Sai cosa ti è successo?
Ho "deciso" che gli altri scegliessero per me. Ho lasciato che qualcun altro indossasse la mia vita e che i miei sogni si infrangessero su quel bastardo guard rail.
E’ così che vuoi vivere?
Se potessi tornare indietro metterei i miei desideri davanti alle aspettative degli altri. Cadrei più e più volte, ma ogni volta mi rialzerei più forte. Seguirei l’istinto, anche da sola contro il mondo. Sarei più viva di quanto lo sono ora. Avrei più coraggio e sarei più pronta perfino a morire, ora. (Per quanto riguarda i bicchieri di cristallo, è tutta colpa di mia madre!)
Non si può vivere con il rimpianto, né con il senso di colpa, né con quesiti lasciati a metà.
Forse le domande alle volte sono le risposte di cui potremmo aver bisogno. Una costante tensione che ci allena alla ricerca dell’equilibrio, a camminare passo dopo passo sulle nostre gambe, verso l’orizzonte.
E se mi dovessi perdere?...
Un’altra domanda.
(Canzone delle domande consuete - Francesco Guccini)
Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.
Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d' azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...
Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.
Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...
Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...
Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...
Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'è ancora una città?
Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...
Ultimamente mi sono affacciata al mondo della meditazione.
Mi sono ritrovata ad occhi chiusi a parlare con la bambina
di vent’anni fa, a camminare in mezzo ad una foresta accompagnata da una tigre,
ho aspettato l’arrivo di qualcuno, lì, dove il mare bacia la sabbia.
Visioni strane, al momento prive di senso.
Come quelle di oggi.
Una frase, “CONCETTI IN MOVIMENTO.” Nitida, mi è apparsa al
centro della scena.
E poi una donna, che
si strappava dal collo una collana di perle, ed una di queste veniva macchiata
da una lacrima, nera di mascara.
Non sono ancora riuscita a capire a cosa si riferiscano, ma
sento che non sono lontane da me.
Quella frase, quella donna, quelle perle.
Ciò che la meditazione ti fa comprendere è che tutto ciò che
immagini, tutto ciò che fai comparire di fronte a te, quasi come un film
proiettato su una parete bianca, non arrivano mai per caso.
Sono indizi che la mente ti porta, sono intuizioni che ti
vengono offerte, sono segnali che ti aiutano a trovare il tuo posto nel mondo,
la soluzione ai tuoi problemi.
A capire chi sei, cosa vuoi e a come fare per ottenerlo.
Domani tornerò ad immaginare, e a cercare di interpretare ciò
che la mia mente disegnerà.
Che siano frasi, voci, cose o persone.
Io sarò pronta a leggere, ascoltare, toccare o vedere.