29 apr 2014

Mangia, Prega, Ama.

Ognuno sceglie il proprio ordine d’importanza.
Se saziare prima la pancia, l’anima o il cuore.



Ma il Come saziarsi, a questo non tutti danno peso.

Un panino del supermercato o una carbonara.
Una preghiera recitata a memoria, o una fatta su misura per te.
Un uomo che ride, o uno che piange.

Si passa tutta la vita alla ricerca del proprio equilibrio, a dividere in parti uguali il cibo perché nessuna parte di noi patisca la fame.

E una volta che pensiamo di averlo trovato, c’è sempre qualcosa che ci richiede più nutrimento.
Allora aumentiamo le dosi, rinforziamo la fede, gonfiamo il cuore.

Ci vuole forza e coraggio.

Ma il Come lo facciamo. Su questo dobbiamo riflettere per notarne le differenze e per volerci più bene.
Perché una volta provata la carbonara, non lo vorrai più quel panino del supermercato.
Perché dopo esserti sentita più vicina a Dio parlandogli di te, aprendoti a lui e facendo entrare la sua luce, le preghiere recitate a memoria, saranno solo delle parole imparate per recitarle in coro.
Perché dopo aver visto un uomo piangere, vorrai asciugargli le lacrime con i tuoi sorrisi. E i suoi sorrisi, inumidiranno poi il tuo viso.
Una volta compreso che amare ti rende libero, avrai sempre la pancia piena e l’anima viva.
Ma bisogna essere pronti a ricevere.
Vivere sempre cercando il meglio negli altri, per tirare fuori il meglio da noi stessi.
Senza smettere mai di essere affamati. Senza smettere mai di essere folli.
E quando vi troverete di fronte ad un piatto di carbonara, mangiatela con gli occhi, con il naso e con la bocca.
Quando pregherete, fatelo al buio, nella vostra stanza, parlando solo con Dio.
Quando incontrerete un uomo che vi dirà: ho tutto il tempo e la voglia di ascoltarti, permettetegli di essere il cibo del vostro cuore, e non ne sarete mai sazi.

Chiara P.


(Tougher Than the Rest - Bruce Springsteen)

Well It’s Saturday night
you’re all dressed up in blue
I been watching you awhile
maybe you been watching me too
So somebody ran out
left somebody’s heart in a mess
Well if you’re looking for love
honey I’m tougher than the rest
Some girls they want a handsome Dan
or some good-lookin’ Joe on their arm
Some girls like a sweet-talkin’ Romeo
Well ‘round here baby
I learned you get what you can get
So if you’re rough enough for love
honey I’m tougher than the rest
The road is dark
and it’s a thin thin line
But I want you to know I’ll walk it for you any time
Maybe your other boyfriends
couldn’t pass the test
Well if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
Well it ain’t no secret
I’ve been around a time or two
Well I don’t know baby maybe you’ve been around too
Well there’s another dance
all you gotta do is say yes
And if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
If you’re rough enough for love
baby I’m tougher than the rest”



28 apr 2014

"Le Persone Cambiano e si Dimenticano di Avvisare gli Altri"

Persone.

Non finisci mai di conoscerle.

Le incontri, in un modo. Le vivi in un altro. Le scopri, un giorno, diverse.

Ti stupiscono continuamente, si rivelano, si trasformano.
Ti spiazzano, ti emozionano, ti immobilizzano, ti innalzano.
Ti spronano, ti ispirano, ti lasciano, ti deludono.

Come cambiano le persone. Come cambiamo noi.

Passiamo giorni e notti con una convinzione, e prima o poi questa viene smontata. Crolla, e ti senti stordito, incredulo.

Era veramente tutto frutto della mia immaginazione?
Erano solo delle maschere?




Alle volte tendiamo ad idealizzare situazioni e rapporti. Quasi come se disegnassimo nei minimi dettagli ciò che stiamo vivendo, ma alterandone contorni e colori, o addirittura tracciando linee che nella realtà non esistono.
I castelli di sabbia che almeno una volta ti sarai costruito, le ali che ti sei bruciato volando troppo in alto, le aspettative finite dentro ad una bottiglia di rum.

L’immagine delle persone che hai conosciuto e che non riconosci più.

L’amore, l’amicizia, il rispetto, la fiducia.

Non si finisce mai di imparare. Non si finisce mai di conoscere, credere e ricredersi.

Ma è incredibile quanto quel disegno rimanga sempre più vivo della realtà. Soprattutto se la bravura dell’artista è superiore alla bellezza del soggetto.

Perchè in realtà, chi vuole vivere di solo bianco e grigio? Chi vuole essere tradito, abbandonato, sentirsi perso ed amareggiato? Chi vuole morire senza aver vissuto? Senza aver lottato, pianto, gioito, goduto, amato?

Siamo noi a cambiare, a cambiare vestito.
Siamo noi a mostrare i lati migliori o peggiori, a celare e a scoprirci, oggi diversi da ieri.

Ma forse le persone non cambiano.
Forse più semplicemente, ad un certo punto, rivelano la loro vera natura.

Persone.

Imperfette ed uniche. Per questo mutevoli ed insostituibili.

Ad un certo punto "cambiano e si dimenticano di avvisare gli altri." (Lillian Helmann)


Chiara P.


22 apr 2014

Le Parole che Non Vuoi Sentire...

Le parole fanno male.

Alle volte ancor più dei silenzi.

Alcune entrano dentro come lame sottili. Piano, tagliano centimetro dopo centimetro con precisione millimetrica. Ti attraversano da parte a parte, infilzano il cuore, trafiggono l'anima.



Altre esplodono con la forza di una bomba. Fanno rumore, e squarciano la mano che avevi teso per fermarla, quella bomba.

Fanno male, da morire.

Di colpo ti ritrovi lì. Occhi chiusi e cuore rotto.

Scappi. Ti rifugi in quell’angolo che riconosce le tue lacrime. Sono quelle di allora.

Ma tu non sei più quella bambina.
Sei una donna, ora. Puoi alzare la voce e dire la tua, ora.

Eppure, ti ritrovi lì, inerme, con la testa fra le gambe.
Perché ci sono parole che fanno più male ora, di un tempo.

La santa ingenuità di quando ti dicevano: “Tranquilla, andrà tutto bene.”

Ti proteggeva, l’essere piccola. Non conoscere il vero significato delle parole, ti aiutava a non essere consapevole delle circostanze, a non sentirne il peso.

Ora sai che niente andrà bene, se non lo vuoi tu. Sai che niente muta se non sei tu a permettere che il mare torni calmo.

Ma certe parole. Quelle no, non le riesci a sentire. Non più.

Non puoi sopportarle, come se con sé portassero il peso degli anni, le delusioni, i fallimenti, i rimorsi ed i rimpianti.

E la voce si fa piccola, come allora. Senti la rabbia, il dolore, la tua fragilità. Chiudi gli occhi e la porta dietro a te.

Ti siedi lì, in quell’angolo. La testa più grande tra le gambe più lunghe. Il respiro più corto, il cuore più rotto.

Scendono le lacrime, più piene. E con esse escono le parole che non sei riuscita a pronunciare. E scivolano via, lontane, si perdono tra le dita che hai usato per asciugarti il viso.

La dura realtà, la tua verità. Nessuno la sa. E nessuno verrà, questa volta.

Sei sola, tu. Ma hai La Forza, ora, tu.

...Tranquilla, andrà tutto bene.




Chiara P.

17 apr 2014

Ancora una Notte. E ancora, una Mattina...




Una Mattina - Ludovico Einaudi
(Consiglio: leggete ascoltando la melodia)




Questa mattina mi sono svegliata con una voglia: scrivere.

Di me, di te.

Sporcare di nero questo foglio, fissare i miei pensieri, liberare le emozioni.

Forse ne esce una canzone, forse no.

L’altra sera parlavo con un mio amico di quanto la mente razionale freni le nostre sensazioni, di quanto sia limitante, a volte la ragione. Se ascoltassimo di più il nostro cuore, se agissimo di pancia, senza ma, senza se…

Vivendo l’ORA, il QUI e ADESSO. Forse vivremmo meglio.

Ascoltati.

Chiudi gli occhi e libera la mente. Non importi di pensare, alla fine qualcosa accadrà. Respira. Fai entrare i profumi, i colori, i suoni.

Ed ecco, ad un tratto l’immagine si fa nitida di fronte a te. Vedi, senti, ti emozioni. Il cuore inizia a pulsare, sempre più forte, ancora. Ancora.

Non resistergli. Non sfidarlo. Lascia che il suo suono rimbombi nella testa. Lascia che porti il sangue dove la carne sta morendo.

Ti farà male. Ti farà bene.
Gli farai male. Gli farai bene.

Non aver paura di provare. L’amore è l’unica forza alla quale non puoi resistere. Più cerchi di respingerla, più si fa viva ed insistente.

Più lo odi, più lo ami.
Più ti odia, più ti ama.

La vita è troppo breve per coltivare il dispiacere ed il risentimento. Vivi libero. Amando.

Mai nessuno potrà dirti che è sbagliato.
Mai nessuno ti potrà fermare. Vai ed inseguilo.

Il sangue scorre, inarrestabile. Il fuoco cresce sempre più, quando cerchi di domarlo. Prende ossigeno e si alimenta.

Se è quello giusto, sarà ancora lì a bruciare per te.

Vai. Corri. Fidati. Affidati. Non aver paura. Ti scalderà, senza bruciarti mai.

Sfrutta il vento e le maree.
Tu sei il capitano, tu sai dove vuoi andare. Chi o cosa stai cercando.
Quale volto vuoi vedere. Quale voce vuoi sentire.

Ascoltati.
Guardati.

E ti accorgerai che è sempre stato lì. Dentro di te e al tuo fianco.

Ti prendeva per mano quando ne avevi bisogno, ti lasciava camminare libero, ma rimanendo vigile su di te, due passi dietro.

Ti osserva da lontano, ti studia, cerca un motivo o una scusa. E spera che tu lo faccia entrare. Di nuovo.

L’Amore non ti abbandonerà mai.

E tu non vuoi che lo faccia. Non sei pronto. Non ancora.
Ancora qualche battito, ancora una canzone.

Resta.

Ancora una notte.
E ancora, una mattina.


A presto

Chiara P.

16 apr 2014

Vai avanti tu che mi vien da ridere...

“Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo” scriveva Giacomo Leopardi.

Non aveva mica tutti i torti.

Chi ride ha sempre una marcia in più.
Un po’ come le persone che passeggiano a testa alta, fiere, guardando lontano. Gente sicura di sé, che non ha paura di incrociare altri sguardi.

Purtroppo siamo sempre più abituati a non ridere, a causa dei mille problemi che ci affliggono quotidianamente, camminiamo sempre più veloce guardandoci i piedi, calpestando alle volte quegli degli altri senza fermarci, poi, per chiedere scusa.

Il non ridere è uno stato che molti considerano quasi come la naturale smorfia da portare nella vita.

Quante persone ti colpiscono perche non ridono?
Quante invece ti catturano con il loro sorriso, contagioso, radioso, semplicemente bello?

Prova a pensarci.

A quanto ci da gioia vedere il sorriso di un bambino, o di quell’uomo in mezzo alla piazza mentre aspetta la sua donna, che a sua volta sorride.



Quanto questo semplice contrarsi di muscoli facciali possa renderci migliori, metterci nella condizione di accettare qualsiasi situazione, affrontare i problemi con uno spirito positivo.

Qualche tempo fa scrissi un post sulla differenza tra ridere e sorridere. Mi ricordo quel momento e quali sensazioni mi avevano portato ad esprimermi in quei termini.

Una telefonata. Inaspettata.
Una voce. Tanto desiderata.
La mia gioia immensa che si esprimeva attraverso lacrime e grandi sorrisi.

Ora quei sorrisi, di guancia e di pancia, ma soprattutto di cuore, li ha portati via il vento.

Ma l’altro giorno ne sono arrivati di nuovi. Spinti, magari forzati, ma che hanno dato una nuova luce alla mia giornata.

Si chiama YOGA DELLA RISATA, una forma di yoga che fa uso della risata autoindotta. Si basa sul fatto, scientificamente dimostrato, che il corpo, tanto sotto il profilo fisiologico quanto psicologico, non distingue tra risata forzata e risata autentica, pertanto i benefici che si ottengono sono identici.

Quindi, risate gratis per tutti!

Puoi farlo anche da solo, davanti allo specchio. Ti accorgerai di quanto siamo in grado di ridere senza un motivo preciso e di quanto abbiamo bisogno di non prenderci sul serio, alle volte.

Ridi, ridi senza pensarci, anche se senti di non poterci riuscire.

E un giorno torneranno quei sorrisi. Quelli veri, di guancia e di pancia. Ma soprattutto di cuore.

Intanto, fatevi due sane risate con una delle personalità più straordinarie del cinema, del teatro e della televisione italiana, Gigi Proietti.

A presto.

Chiara P.