19 nov 2013

Seconda stella a destra...

Nel XII secolo, attraverso gli Arabi e gli amalfitani, fu introdotta in Europa la Bussola, la cui invenzione si attribuisce però ai Cinesi. 
In mancanza di questo strumento, fin dall'antichità i navigatori hanno dovuto risolvere il problema dell'orientamento attraverso l'osservazione del sole, dei venti e delle stelle. Si dovevano necessariamente utilizzare strumenti che permettessero di ottenere misurazioni affidabili sulla posizione della nave che, in pieno mare, non poteva disporre dei normali punti di riferimento.

In ogni caso però, perdere la bussola, per la gente di mare, è fonte di pericolo. Tante sono le possibilità di avvicinarsi al porto quante quelle di addentrarsi nel mare più profondo, dove la linea dell’orizzonte diventa indistinguibile.



Il perdere l’orientamento, per  la gente comune, è fonte di  agitazione. Non sapere dove ci si trova e dove si sta andando crea sempre uno stato d’ansia che è commisurato al livello di poca chiarezza nella visione delle cose, nella visione della vita.

In questi momenti, più che mai, c’è bisogno di qualcosa, di qualcuno che ci faccia da direttrice, che ci aiuti a ritrovare la strada, che ci dia un motivo per restare o per andare. Perché da soli si rischia di finire sempre più al largo, e di non toccare più terra.

Ci servirebbero ancora le urla della mamma quando dalla riva ci esortava a non spingerci troppo lontani.
Allora non sapevamo quali potessero essere i pericoli. Ora, invece, si.

Ecco, secondo me in certi momenti, bisognerebbe avere una giusta dose di inconsapevolezza, come allora, unita alla coscienza acquisita nel tempo,  per riuscire a tornare a galla e a respirare, di nuovo.

Ma dovremmo anche ricordare il motivo per cui ci si è spinti dove il mare si confonde con il cielo…
Cosa si stava ricercando…

Forse, solo un posto che ti prende e ti toglie, il male di vivere. Un posto per me.


Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Un posto dove non c'è mai perchè
Un posto che mi prende,
Mi toglie, il male di vivere.
Saltare senza riatterrare
Dove tutti ridono
E trovano, un posto per se.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
anche se, non c'è.
Un posto dentro questo istante
Un posto che mi sente,
Mi accoglie,
E non vuole niente.
E ricomincio a respirare
Mentre tutti vivono
E trovano
Un posto per se.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
E quante volte dovrò dire
Che mi dispiace, ma devo andare,
Vorrei restare,
Per poter finalmente dire:
Quì è il posto per me.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.
Vorrei, un posto per me
Anche se, non c'è.

(Andrea Nardinocchi - Un posto per me)


E tu? Dove stai andando?

A presto

Chiara P.


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