21 mar 2014

I CASSETTI DI MARZO

Primavera.

La stagione dei fiori, dei profumi e delle pulizie.
Quest’ultime però (e per fortuna) si limitano ad una piccola porzione della bella stagione. Nel mio caso un paio di giorni.

“Pochi” dirai.

In realtà tutto si è moltiplicato nel tempo. I vestiti, le carte, i ricordi.




Ho riaperto cassetti chiusi da anni. Quasi dimenticati. Ho passato la mano sulla polvere per far riaffiorare i colori. E ho lasciato la polvere su ciò che un colore non l’ha mai avuto.

Quando si deve trovare lo spazio per riempirlo con il domani, c’è sempre qualcosa che verrà buttato. O raccolto e messo da parte. Ed inevitabilmente ti fermi a pensare.

La sensazione credo sia simile a quella che prova il contadino quando deve preparare il terreno per la bella stagione. Mi sembra di vederlo, lì fuori, mentre guarda il campo sopravvissuto all’inverno ed immagina come sarà tra un po’ di mesi, quel campo, vestito dei colori più belli. Ma ripensa anche alle temperature rigide e alle nevicate. Al vento e alla pioggia che hanno creato solchi ancor più profondi su quella terra già segnata dal tempo.

Quando si deve andare avanti si da sempre uno sguardo al passato. E’ una conditio sine qua non.
Per avere un paragone, per non commettere gli stessi errori o per portare, invece,  con sé quello che di buono c’è stato.  D’altronde noi siamo ciò che siamo grazie a quello che abbiamo fatto ieri, e l’altro ieri, e l’altro ieri ancora…

Alle decisioni prese. Ai sacrifici. Alle persone incontrate. Alle sensazioni provate.

Questo butto, questo tengo, questo…

Un’altra scelta da prendere. E’ la vita…  un continuo di prese di posizione.

E rimani fermo, immobile, con quella storia tra le mani, rivivendola. Provando le stesse emozioni che per anni avevi rinchiuso in quel cassetto, sotto a tutto il resto. E poi ti accorgi che per quanto tu avessi voluto rimuoverle dalla mente e dal cuore, tutto è ancora così vivo e limpido ai tuoi occhi.

Si, ora stai piangendo, ma va tutto bene. Non vergognarti di provare delle emozioni. C’è troppa gente che lo fa.

La verità è che un pezzo di carta lo puoi anche buttare, ma ci sono certi ricordi che ti rimangono dentro come tatuaggi. Non li puoi cancellare.

E ogni volta ti racconteranno una storia, come i segni su quel muro. Faranno sempre bene o sempre male. Anche se imparerai a conviverci, saranno sempre una parte della tua storia.
E nel bene o nel male, fanno di te la persona che sei. Quella persona che oggi è seduta a gambe incrociate a riordinare la propria vita e ad emozionarsi ancora.

Ma chi sarai domani?

Io aspetterò la prossima primavera per scoprirlo.

Intanto richiudo il cassetto, mi tolgo il cappotto e vado a conoscere questo nuovo sole.


A presto

Chiara P.

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